Sound Band, le cuffie senza altoparlanti

scritto da il 20 agosto 2013
Auricolari Sound Band

Cuffie anni ’80-’90 o auricolari in-ear? Negli ultimi due anni sempre più persone si schierano per una o per l’altra parrocchia. Se da un lato abbiamo un suono più avvolgente e pulito (e anche un bel po’ di ego da mettere in mostra), dall’altro abbiamo indiscrezione e design all’ultimo grido. Ma è già da qualche mese che gira nella rete una tecnologia che certamente rivoluzionerà il mondo dell’audio: l’induzione ossea e il progetto Sound Band.

Queste particolari cuffie utilizzano una particolare propagazione del suono di superficie, inviando piccole vibrazioni attraverso la parte posteriore dell’orecchio (sfruttando le ossa e i tessuti), fino a raggiungere la parte interna senza passare per i condotti uditivi. Il sistema è completamente wireless e può essere collegato via bluetooth a qualsiasi device compatibile. Non solo cuffie per ascoltare musica quindi, ma auricolari per telefoni e computer. Munito di tre tasti situati dietro la nuca (attualmente un dettaglio migliorabile per quanto riguarda le dimensioni) che permettono la regolazione del volume e il classico tasto multifunzione a cui siamo abituati con i classici auricolari bluetooth. Il dispositivo è supportato dalla tecnologia MaxxBass®, che promette una riproduzione nitida di frequenze tra i 60 Hz e i 20.000 Hz e una durata non in stand-by di circa cinque ore.

Specifiche auricolari

Attualmente il progetto è presente su Kickstarter e, a 24 giorni dalla scadenza, hanno già abbondantemente superato il loro obiettivo del 217%. Di seguito vi riportiamo il video pubblicato sul noto sito di crowdfounding, dove viene descritto interamente il progetto.

Il prezzo di mercato si aggirerà, al momento del lancio sui 190$. Si tratta però di un dato indicativo totalmente dettato dal successo (sia in pre-produzione, che al lancio nel mercato) di questa rivoluzionaria innovazione al servizio di tutti i giorni.

BIOGRAFIA DELL'AUTORE

Dario Catacchio è uno studente di Informatica e Tecnologie per la Produzione del Software presso l'Università degli Studi di Bari. Innamorato del mondo videoludico fin dall'età di 4 anni, da quando ricevette la SNES e Super Mario World. All'età di 8 anni ebbe a che fare con il suo primo PC e da quel momento capì che il suo mondo sarebbe stato fatto da 0 e da 1. Alla sua prima esperienza nel mondo del digital publishing, ha però ricoperto per anni il ruolo di lettore di molteplici blog sul gaming e sui computer in genere.