La ricerca scientifica chiede aiuto ai nostri smartphone!

scritto da il 18 marzo 2014
Ricerca scientifica

Ogni anno nel mondo vengono venduti milioni di smartphone e tablet sempre più performanti per quanto riguarda le dotazioni hardware, diventando dei potenti calcolatori elettronici. E se ci fosse un modo per poter sfruttare questa potenza di calcolo per il bene della ricerca scientifica? Fortunatamente ci sono team di ricercatori che si sono già posti questa domanda e hanno già dato una risposta con delle app utilizzabili anche da chi non ha nessuna conoscenza in campo scientifico. Oggi ve ne presentiamo due che hanno attirato la nostra attenzione:

Play To Cure

Play to Cure: Genes in Space è un’app completamente gratuita sviluppata dal Cancer Research UK, in collaborazione con i team di sviluppo di Amazon, Facebook e Google, disponibile per Android e iOS, permette a noi utenti di mappare difetti genetici semplicemente giocando. L’app consiste in un classico sparatutto a scorrimento verticale dove, con una navicella spaziale, dobbiamo passare attraverso un numero definito di anelli verdi e sparare agli asteroidi che incontriamo durante il nostro cammino. Andando avanti nei livelli, si acquisisce un particolare tipo di energia, chiamata Element Alpha, che potremo utilizzare per personalizzare e potenziare gli scudi, lo scafo e i laser della nostra navicella. Il progetto Play to Cure si basa sul fatto che anche il più potente sistema informatico non è efficace quanto l’occhio umano nell’individuazione dei difetti genetici presenti nei cromosomi dei malati di cancro. Per questo i ricercatori inglesi hanno avuto l’idea di far corrispondere al percorso dei vari livelli del gioco una serie di mappature genetiche, recuperando così dati utili per la lotta contro questa malattia, risparmiando così anni di tempo altrimenti impiegati unicamente nell’analisi dei dati. Il Dott. Harpal Kumar, responsabile di Cancer Research UK, in un’intervista alla BBC, ha dichiarato che “Dedicare cinque minuti del vostro tempo libero può dare un contributo enorme alla lotta contro il cancro”. Non ci resta che scaricare l’applicazione dal nostro badge e iniziare a giocare facendo del bene.

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Power Sleep

Di tutta altra natura è l’idea che il team di ricercatori dell’Università di Vienna, in collaborazione con Samsung Austria, che ha ideato un modo per utilizzare la potenza di calcolo dei nostri smartphone in supporto dei loro sistemi di elaborazione durante la notte, applicando ad una situazione reale il concetto di calcolo distribuito. Nasce così Power Sleep, un’app per Android che instaura una connessione con i server austriaci e mette a disposizione l’hardware del nostro teminale per analizzare i dati del Simap (Similarity Matrix of Proteins), un grande database in continuo aggiornamento dove sono presenti tutte le sequenze proteiche fin’ora pubblicate dalla comunità scientifica. Prima di andare a dormire l’utente, a patto di aver connesso lo smartphone ad una rete WiFi e collegato lo stesso ad una presa elettrica, imposterà dall’applicazione l’orario per la sveglia e potrà andare tranquillamente a dormire. Una volta raggiunto l’80% di batteria, l’app riceverà dal Simap un pacchetto dati di circa 1MB e inizierà un processo di elaborazione che dura dai 30 ai 60 minuti. Terminata la codifica di questa sequenza proteica, il nostro smartphone invierà l’output al server e riceverà un nuovo pacchetto da elaborare. Questo scambio di informazioni durerà fino al suono della sveglia, lasciando il nostro terminale carico e pronto per affrontare una nuova giornata. Thomas Rattei, garantisce che nessun altro dato sensibile, al di fuori da quelli scambiati con il server, verrà prelevato dal nostro smartphone. Inoltre i dati elaborati e restituiti dai nostri device sono molto utili alla ricerca della genetica, biochimica e biologia molecolare, che servono tra l’altro a portare avanti studi sul cancro e l’Alzheimer. Qui di seguito vi riportiamo il badge del Play Store per scaricare l’applicazione.

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Mettere a disposizione i nostri smartphone durante le ore di inutilizzo notturne e nei momenti di svago per aiutare la ricerca scientifica è un gesto tanto semplice quanto nobile. Per questo motivo tutto lo staff di Techrelated.it si impegna nell’utilizzo di queste applicazioni appena presentate nel tentativo di sensibilizzare voi lettori e dare il buon esempio.

BIOGRAFIA DELL'AUTORE

Dario Catacchio è uno studente di Informatica e Tecnologie per la Produzione del Software presso l'Università degli Studi di Bari. Innamorato del mondo videoludico fin dall'età di 4 anni, da quando ricevette la SNES e Super Mario World. All'età di 8 anni ebbe a che fare con il suo primo PC e da quel momento capì che il suo mondo sarebbe stato fatto da 0 e da 1. Alla sua prima esperienza nel mondo del digital publishing, ha però ricoperto per anni il ruolo di lettore di molteplici blog sul gaming e sui computer in genere.