IBM, il primo film atomico della storia

scritto da il 6 maggio 2013
A Boy and his Atom

Quando al liceo, durante le ore di scienze si parlava di unità elementari della materia, ognuno di noi avrà sicuramente usato la fantasia per riuscire ad identificare un atomo. Da oggi osservare questo mondo microscopico non è più così difficile: grazie ai ricercatori IBM, che hanno creato un corto intitolato A boy and his atom (Un ragazzo e il suo atomo, ndr), un viral video che, racconta una breve e spensierata avventura nel mondo della materia.

Come mostra il filmato, l’obbiettivo principale era quello di studiare i limiti del data storage osservando il comportamento delle varie sollecitazioni degli atomi tramite un microscopio ad effetto tunnel al fine di sviluppare una memoria costituita da un singolo atomo volta alla realizzazione del computer quantistico. Mettendo a disposizione l’esperienza centennale e gli anni di ricerca nel campo della nanotecnologia, i ricercatori IBM hanno così creato il film più piccolo al mondo (stabilendo di fatto un Guinnes World Record).

Il corto è stato realizzato con la tecnica del passo a uno, spostando cioè gli atomi singolarmente con un ago nanometrico e scattando dei fotogrammi (per un totale di 242 frames, corrispondenti a 1 minuto e mezzo di video). 

Andreas Heinrich, ricercatore capo IBM dice la sua sul filmato: “All’IBM i ricercatori non leggono solamente articoli sulla scienza, la praticano direttamente. Questo corto è un modo divertente di condividere il mondo dell’atomo, instaurando un dialogo aperto con studenti e curiosi sulle nuove frontiere della matematica e della scienza”.  Poi esprime il suo parere sulla ricerca: “Ricerca significa porsi domande oltre la necessità di trovare rapide soluzioni ingegneristiche ai problemi”.

In conclusione l’IBM ha dimostrato ancora una volta di saper affascinare e avvicinare la gente che, nonostante l’era tecnologica in cui viviamo, ripudia sempre più il mondo scientifico.

BIOGRAFIA DELL'AUTORE

Dario Catacchio è uno studente di Informatica e Tecnologie per la Produzione del Software presso l'Università degli Studi di Bari. Innamorato del mondo videoludico fin dall'età di 4 anni, da quando ricevette la SNES e Super Mario World. All'età di 8 anni ebbe a che fare con il suo primo PC e da quel momento capì che il suo mondo sarebbe stato fatto da 0 e da 1. Alla sua prima esperienza nel mondo del digital publishing, ha però ricoperto per anni il ruolo di lettore di molteplici blog sul gaming e sui computer in genere.