Gli SSD ci cambiano la vita?

scritto da il 6 maggio 2013
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Una delle periferiche essenziali e allo stesso tempo trascurate di un computer è la memoria di massa principale, dove è memorizzato il sistema operativo. La sua prima implementazione importante si concretizzò nel 1956 quando IBM creò il primo Hard Disk, immenso, pesante e di soli 5MB di dati. Da allora le memorie di massa si sono snellite e hanno aumentato a dismisura le capacità di memorizzazione. Oggi ne esistono molti tipi tra cui gli hard disk drive, gli SSD, le pen drive e tutti i vari dischi ottici come CD, DVD, BD.

I drive più diffusi sono gli hard disk grazie al loro ottimo rapporto capacità/prezzo, ma considerando la velocità delle CPU e delle memorie RAM di oggi è facile dire che essi costituiscono uno dei più grandi colli di bottiglia dei moderni sistemi date le loro basse prestazioni dettate dalla loro natura meccanica. In parole povere: le testine mobili che si trovano negli hard disk non riescono efficientemente a stare dietro alle richieste di lettura e scrittura inviategli dal sistema e si muovono a ritmo frenetico passando da un punto all’altro della superficie del disco per leggere un dato, il quale spesso non è contiguo ma spezzettato in parti diverse (frammentazione dei dati).

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Qualche anno fa sono stati messi in commercio i primi SSD, acronimo di Solid State Drive, capaci di sprigionare velocità di lettura/scrittura sequenziali notevoli, al pari di dischi SAS (Serial Attached SCSI) con velocità rotazionali stratosferiche, ma qual’è il vero punto di forza di un SSD? Ebbene gli SSD sprigionano i muscoli quando si tratta di letture/scritture su piccoli files (la maggior parte dei files sui nostri computer), perché al contrario degli hard disk tradizionali gli SSD hanno un tempo di accesso ai dati circa 10 volte minore!

Esempio: Un programma per avviarsi deve leggere 100 files da 4kb.

SSD: 100 *  ( 1ms (tempo di accesso) + 1ms (lettura) )  = 200ms

Hard Disk: 100 * ( 10ms (tempo di accesso) + 1.5ms (lettura) ) = 1150ms

Il tempo impiegato dall’hard disk tradizionale è di molto superiore!

 Ma per gli SSD non è tutto rose e fiori, il punto dolente è il prezzo di gran lunga superiore ad un hard disk tradizionale di pari capacità, anche se fortunatamente i prezzi si stanno allineando e al contrario dei primi anni di commercializzazione non è più necessario sborsare un capitale per acquistare un SSD da 120GB. Un’altra domanda che tutti mi chiedono è: sono affidabili? Io rispondo sempre che in questo campo nulla è infallibile e un regolare backup è vitale, ma mi fido molto più dei chip allo stato solido di un SSD che di un delicatissimo disco rotante a velocità estreme. Le memorie NAND odierne usate negli SSD permettono migliaia di cicli di scrittura per ciascuno dei blocchi in cui sono divise, il che si traduce in anni e anni di utilizzo intenso, nulla di cui preoccuparsi anche considerando il fatto che diversi SSD hanno un meccanismo che sostituisce i blocchi ritirati con blocchi nuovi presi da una riserva di memoria di scorta.

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Le differenze tra i diversi SSD sono molte, ma mi sento di dire che nessuna è particolarmente rilevante per l’utente medio; anche l’SSD più economico si farà sentire prepotentemente rispetto ad un disco tradizionale. Il discorso cambia per gli Enthusiast e per i professionisti che vogliono il meglio. I dati più importanti da considerare sono gli I/O per secondo e l’interfaccia di collegamento: Più è alto il valore di I/O per secondo, meglio è. Per quanto riguarda l’interfaccia di collegamento, se avete un computer vecchiotto potete benissimo comprare un SATA2, solo in caso contrario un SATA3 darà i suoi vantaggi.

Tornando alla domanda principale, gli SSD ci cambiano la vita? La risposta secondo me è: «dipende». È una questione molto personale, ma le prestazioni di un computer precedentemente equipaggiato con un disco tradizionale aumentano visibilmente, specialmente nell’apertura di applicazioni, tempo di avvio del sistema, copia di files, istallazione dei programmi, editing di files di grandi dimensioni ed infine reattività del sistema in generale specialmente se usate un antivirus. Se siete indecisi se aumentare la RAM o montare un SSD, il consiglio è di montare un SSD se la vostra RAM è di almeno 4GB.

BIOGRAFIA DELL'AUTORE

Vincenzo Lapenta è studente di Informatica e Comunicazione Digitale presso l'Università degli Studi di Bari. Curioso e aperto alle novità cerca sempre di sperimentare nuove piattaforme. Da anni crea siti web per aziende e privati.